45) Keynes. Idee ed interessi economici.
Keynes ritiene che nonostante quanto comunemente si ritenga, le
idee sono spesso pi forti degli interessi economici.
J. M. Keynes, The General Theory of Employment, Interest end
Money, London 1936; traduzione italiana A. Campolongo, Teoria
generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, UTET,
Torino, 1971, pagine 526-527.

 E' speranza visionaria l'avverarsi di queste idee? Sono gli
interessi che esse colpiscono pi forti e pi ovvi di quelli che
esse promuovono? Non tento di rispondere in questo luogo [...]. Ma
se le idee sono corrette [...] predico che sarebbe un errore
contestare la loro potenza nel corso di un certo periodo di tempo
[...]. Le idee degli economisti e dei filosofi politici, cos
quelle giuste come quelle sbagliate, sono pi potenti di quanto
comunemente si ritenga. In realt il mondo  governato da poche
cose all'infuori di quelle. Gli uomini della pratica, i quali si
credono affatto liberi da ogni influenza intellettuale, sono
spesso schiavi di qualche economista defunto [...]. Sono sicuro
che il potere degli interessi costituiti si esagera di molto, in
confronto con l'affermazione progressiva delle idee [...]. Presto
o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti, che sono
pericolose sia in bene che in male.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 47.
